MASSIMILIANO FERRI
chirurgo plastico

mastoplastica additiva

Mastoplastica additiva

Non di rado le donne soffrono a causa di un seno troppo piccolo in relazione all'aspetto generale del corpo.

La predisposizione e la dimensione del seno piccolo sono per lo più genetiche, come nella ipoplasia mammaria giovanile.

Spesso si riscontra anche il desiderio di un cambiamento della forma del seno in donne che hanno terminato una gravidanza e/o eventualmente un periodo di allattamento prolungato. Dopo questi avvenimenti si può assistere ad una cosiddetta atrofia involutiva della ghiandola mammaria.
In questi casi vi è solitamente un rilassamento della pelle precedentemente dilatata durante la gravidanza o la fase di allattamento. Ne risulta l'impressione di un seno cadente e meno turgido specialmente nella  porzione superiore.

Possono essere ottenuti ottimi risultati tramite il riadattamento del volume
per mezzo dell'impianto di una protesi.
L'intervento di mastoplastica additiva risulta essere l'intervento di chirurgia estetica più richiesto.


Nel corso della visita il chirurgo valuterà in accordo con la paziente:
 

  • da dove inserire la protesi (solco inframammario o periareolare)
  • quale protesi utilizzare e la loro grandezza
  • dove posizionare la protesi (tecnica retroghiandolare o sottomuscolare/dual plane)


periodo post-operatorio

Alcuni disagi nel corso dei primi giorni dopo l’intervento sono assolutamente normali, come: un certo intorpidimento e dolenzia della zona del seno, gonfiore e stanchezza. In ogni caso vengono prescritti appositamente antidolorifici ed antibiotici per evitare l’insorgenza di infezioni.

Se si hanno figli piccoli, è bene chiedere un aiuto almeno per le prime due settimane, nelle quali è vietato sollevare pesi e fare sforzi.

Se l’impiego è statico, si può riprendere a lavorare anche dopo una o due settimane, senza esagerare e comunque solo dopo aver sentito il parere del chirurgo.


Dopo la prima medicazione, i bendaggi sono sostituiti da un reggiseno elastico di tipo sportivo e le suture esterne vengono rimosse dopo una settimana.

Per i primi 15 giorni si devono evitare tutti gli sforzi, in particolare i movimenti delle braccia, compresa la guida dell’auto. Dopo, gradualmente, si possono riprendere le attività quotidiane.

Le cicatrici hanno una fase di maturazione di circa 6 mesi un anno, se trattate correttamente, al termine di tale periodo saranno poco visibili, mimetizzandosi con il colore della pelle circostante.

 


DOMANDE FREQUENTI

Le protesi mammarie vanno sostituite dopo 10 anni?

No, non è vero, nonostante sia importante effettuare controlli periodici, se le protesi ed i tessuti non presentano problemi, queste non necessitano di sostituzione.

Si può allattare dopo un intervento di mastoplastica additiva?

L’intervento di mastoplastica non altera l’integrità della ghiandola mammaria, e quindi le possibilità di allattamento, in caso di gravidanza.



Dopo quanto si può fare esercizio fisico?

Dopo 45 giorni, usando un reggiseno contenitivo, per evitare eccessive sollecitazioni al seno.

Quick Info

Ripresa attività sportive
Dopo 45 giorni, usando un reggiseno contenitivo.

Necessità di sotituire le protesi dopo 10 anni?

No. Nonostante sia importante effettuare controlli periodici, se le protesi ed i tessuti non presentano problemi, queste non necessitano di sostituzione

Possibilità di allattamento dopo un intervento di mastoplastica additiva

Si. L’intervento di mastoplastica non altera l’integrità della ghiandola mammaria.
European Board Plastic Reconstructive & Aesthetic Surgery (EBOPRAS)

LOCATION

Via Cassia 557
00189 Roma
tel 06 3312385